Asta Giudiziaria



Vendita in oggetto, della quale è stata incaricata la Provincia a seguito di procedimento penale conclusosi con decreto del Tribunale di Rovigo.
Trattasi in particolare dei seguenti lotti
lotto di tipo A = n. 20 Grouse (base d’asta € 50,00) Disponibilità lotti: 6
lotto di tipo B = n. 10 alzavole (base d’asta € 50,00) Disponibilità lotti: 20
lotto di tipo C = n.16 fischioni + n. 3 morette (base d’asta € 50,00) Disponibilità lotti: 2
lotto di tipo D = n. 10 beccacce in piuma (base d’asta € 50,00) Disponibilità lotti: 115
lotto di tipo E = n. 8 beccacce in piuma + n.1 fischione ( base d’asta € 42,50) Disponibilità lotti: 1

Le offerte dovranno pervenire in carta semplice e busta chiusa entro le ore 12 di giovedì 10 dicembre p.v., secondo le modalità descritte nell’avviso allegato. Trattandosi di materiale congelato, la cui scadenza in molti casi è prossima, la procedura di vendita all’asta (con base d’asta di € 50,00 per ciascun lotto) si concluderà venerdì 18 dicembre p.v. con la consegna dei lotti presso il magazzino di Occhiobello ove si trovano attualmente depositati.

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Istruzioni compliazione nuovo tesserino venatorio

Istruzioni compliazione nuovo tesserino venatorio annata 2014-15
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Calendario Venatorio 2014-15

Nuovo calendario venatorio Veneto  annata 2014-15

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Incontro con On.Sergio Berlato

Piano Faunistico della Provincia. Persa una grande occasione.

Rovigo, 20 gennaio 2014

Durante l’ultima riunione della Commissione Faunistico Venatoria, presso la sala della Provincia, in via Amendola a Rovigo, è stato presentato e discusso il Piano Faunistico Venatorio 2014/2019 della Provincia di Rovigo. L’Associazione Cacciatori Veneti ha espresso infine, dopo lunghe discussioni, un motivato parere negativo verso la proposta di Piano Faunistico. Secondo l’opinione dell’ACV-CONFAVI, si è persa un’occasione importante per dare una svolta, un cambiamento significativo alla politica venatoria degli ATC e della Provincia.  Le soluzioni di piano proposte, con la parziale esclusione dell’ATC RO1, hanno ricalcato vecchie politiche nella gestione del territorio ai fini faunistici e non hanno recepito soluzioni alternative dettate dalle nuove esigenze e soprattutto dai cattivi risultati di gestione dell’ultimo quinquennio. Non si è data la preferenza a quegli istituti che avrebbero favorito  l’irradiamento della selvaggina stanziale, in considerazione anche delle difficoltà incontrate per l’organizzazione di numerose ed efficaci operazioni di cattura. Sono state riconfermate Zone di Ripopolamento e Cattura improduttive da parecchi anni, alcune da oltre un decennio nel RO3 e non si è presa in considerazione la possibilità di istituire Zone più utili sia all’attività venatoria, sia alle finalità di protezione della restante fauna. Nell’ATC RO2 i cacciatori locali, ma anche la stessa Provincia non ha perso occasione per evidenziarlo, si sono sempre lamentati della eccessiva presenza di colleghi provenienti da fuori provincia o Regione, ma non sono mai state adottate soluzioni mirate ad un riequilibrio della pressione venatoria e l’Ambito RO2  è l’ATC Polesano che ha la minor superfice di istituti di “tutela della fauna”, appena il 21,22% rispetto al 26,05% del RO1 e al 30,28% del RO3, che va addirittura oltre il massimo consentito dalla Legge 157/93 (dati numerici estratti dal piano approvato dalla Giunta Provinciale il 6/03/13).
Insomma un piano per certi aspetti miope, che non recepisce moderne esigenze di gestione del territorio, che non equilibra in maniera omogenea la pressione venatoria su tutto il territorio provinciale.
Per quanto concerne la parte normativa  del Piano Faunistico 2014/2019 proposto dalla Regione Veneto, che valutiamo estremamente negativo  e vessatorio nei confronti del mondo venatorio, troviamo singolare la posizione della FIDC insieme alle associazioni satelliti, che prima si propone come consigliera della Regione in materia, poi rifiuta i contenuti del piano che, a quanto ci risulta, ha collaborato attivamente nella stesura. Risulta infatti a tutti difficile pensare che l’ Assessore Stival, fido scudiero politico del Sindaco di Verona Tosi e attuale Presidente Regionale della FIDC, non abbia ascoltato i dettami della stessa Federcaccia e delle Associazioni satelliti ora riunite nel CRAVN (acronimo che pronunciato assomiglia al verso della cornacchia).
In ogni caso, se l’Associazione ha rivisto le sue posizioni, invitiamo la dirigenza CRAVN e tutti i cacciatori Polesani ad unirsi all’A.C.V. – CON.F.A.V.I e all’ENALCACCIA che insieme hanno organizzato un importante manifestazione presso la fiera di Vicenza per sabato prossimo 25 gennaio alle ore 15,00 per dire un fragoroso NO al Piano Faunistico Venatorio proposto dalla Regione Veneto che oltre a contenere nuove e maggiori restrizioni all’esercizio venatorio, avrà effetti devastanti sul mondo venatorio stesso.

Il Presidente Provinciale
Lorenzo Monesi

Nuove norme introdotte con Legge 97 del 6 agosto 2013 in materia venatoria

LEGGE 6 agosto 2013, n. 97
Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013. (13G00138) (GU Serie Generale n.194 del 20-8-2013)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/09/2013

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Calendario Venatorio 2013/2014

Comunicato stampa N° 698 del 03/05/2013

(AVN) Venezia, 3 maggio 2013

La Giunta regionale del Veneto, nella sua seduta odierna su proposta dell’assessore alla caccia Daniele Stival, ha approvato il calendario venatorio per la stagione 2013-2014, scaturito da un’approfondita istruttoria, sentite le Province ed acquisito il parere dell’Ispra. L’apertura generale è fissata per il 15 settembre 2013. La chiusura generale è per il il 30 gennaio 2014. Il calendario indica anche specifici periodi a seconda della specie cacciabili. “Anche quest’anno – sottolinea Stival – il lungo e approfondito lavoro istruttorio ha prodotto un calendario equilibrato, rispettoso al contempo dell’ambiente, delle normative europee e nazionali e del sacrosanto diritto dei nostri cacciatori ad esercitare la loro passione. L’anno scorso – ricorda Stival – questo provvedimento è stato oggetto di innumerevoli ricorsi al Tar, i cui esiti hanno ampiamente confermato la bontà dell’approccio tecnico e giuridico adottato dalla Regione. Mi auguro che l’esperienza abbia insegnato qualcosa e che, se ci sarà da discutere, lo si faccia senza pregiudizi ideologici. Io sono certo che anche quest’anno è stato compilato un calendario in grado di soddisfare tutte le esigenze in campo”.

Il calendario prevede una fase di preapertura nei giorni 1, 7, 8 e 14 settembre per le specie merlo, tortora, ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia. L’1 e il 7 settembre sarà cacciabile anche il colombaccio. Indicato anche un posticipo nei giorni 1, 2, 3, 5, 6, 8, 9 e 10 febbraio 2014 per il prelievo venatorio da appostamento delle specie ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia.

Questo è il calendario generale con l’indicazione dei periodi di cacciabilità a seconda delle specie interessate.

Specie cacciabili da 15 settembre al 31 ottobre 2013: combattente e tortora.

Specie cacciabili da 15 settembre al 30 dicembre 2013: starna, fagiano, allodola, quaglia, coniglio selvatico.

Specie cacciabili da 15 settembre al 15 dicembre 2013: merlo.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2013 al 19 gennaio 2014: beccaccia, tordo bottaccio.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2013 al 13 gennaio 2014: ghiandaia, gazza, cornacchia nera, cornacchia grigia.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2013 al 30 gennaio 2014: germano reale, folaga, gallinella d’acqua, alzavola, mestolone, moriglione, canapiglia, porciglione, fischione, codone, marzaiola, moretta, beccaccino, frullino, pavoncella, cesena, tordo sassello e volpe.

Specie cacciabile dal 15 settembre al 23 dicembre 2013 e dall’1 gennaio al 30 gennaio 2014: colombaccio.

Specie cacciabile dal 15 settembre al 30 novembre 2013: lepre comune.

Specie cacciabili da 2 ottobre al 30 novembre 2013 esclusivamente sulla base di piani di prelievo numerici formulati sulla base di censimenti specifici: lepre bianca, pernice bianca, fagiano di monte, coturnice.

Il calendario prevede anche una serie di disposizioni a livello provinciale per la caccia alla fauna stanziale.

Per quanto riguarda le giornate settimanali di caccia, esse saranno 3 a scelta del cacciatore, ad esclusione del martedì e del venerdì di ogni settimana anche se festivi.

La delibera odierna contiene anche uno specifico limite quantitativo dei carnieri, norme specifiche per le aziende agri-turistico-venatorie, regole per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia, limitazioni nelle zone di protezione speciale (ZPS).

La caccia agli ungulati (daino, camoscio alpino, capriolo, cervo, muflone) è autorizzata e regolamentata dalle Province il cui territorio ricade in tutto o in parte nella Zona Faunistica delle Alpi.

Infine, la gestione ai fini venatori della specie cinghiale sarà disciplinata secondo quanto prevede la specifica delibera della Giunta regionale del 3 agosto 2010 e successive modifiche e integrazioni.

Piano faunistico un provvedimento contro i cacciatori

Ogg.: Piano faunistico un provvedimento contro i cacciatori
“L’assessore Bellan e la FIDC contro gli interessi del mondo venatorio.

Nel piano faunistico venatorio della Provincia di Rovigo, proposto dall’assessore provinciale alle risorse faunistiche Claudio Bellan, emergono restrizioni importanti e incisive iniziative contro la caccia e i cacciatori Polesani.
Dopo anni di discussione negli ambienti venatori, all’ultimo momento e senza la condivisione delle maggior parte delle associazioni venatorie, con la sola approvazione di alcuni dirigenti di spicco della FIDC  e quindi con grave responsabilità di questa Associazione venatoria, sono state inserite nel piano alcune Oasi di protezione e zone di ripopolamento che vanno a colpire quel che resta della caccia agli acquatici al di fuori delle lagune e delle valli del delta del Po.
Quasi la metà dei siti utili rimasti disponibili a questo tipo di attività sono stati vincolati ed esclusi da qualsiasi forma di caccia nei comuni di Villanova Marchesana, Canalnovo, Crespino, Adria, Grignano-Rovigo, Gaiba, Ficarolo, Salara. Tutti i siti lungo il corso del fiume Po e nelle cave interne del territorio non potranno più essere utilizzati per gli appassionati della caccia agli acquatici. Una attività tradizionale e caratteristica lungo il Po vecchia di secoli. Un provvedimento che sembra senza senso, tanto che andrà a favorire  i cacciatori ferraresi e mantovani confinanti con questi tratti del fiume. Per completare il quadro aggiungiamo inoltre l’istituzione in extremis nell’ATC Ro3 “Delta del Po”, nella parte terriera, di inutili ed inutilizzabili ZRC, anche queste in siti particolarmente vocati per la caccia agli acquatici e ai colombacci.
Ci meravigliamo del fatto che per la moretta,  cacciabile solo al di fuori delle ZPS ed aree SIC, da parte di alcuni dirigenti della FIDC  è stata scatenata una guerra mediatica anche a livello regionale e nazionale, mentre ora la stessa FIDC avvalla questo provvedimento particolarmente punitivo nei confronti del mondo venatorio.
Negli ATC Polesani la percentuale di territorio ove era esclusa qualsiasi tipo di attività venatoria superava già abbondantemente la percentuale minima prevista dalla legge 157/92 pari al 21%, come si evince chiaramente nel piano del 2007. Se alcune correzioni andavano fatte in base a nuovi parametri di calcolo della Superfice Agro Silvo Pastorale della provincia di Rovigo, andavano istituite Zone di Ripopolamento, concordandole con le Associazioni Venatorie e gli ATC laddove effettivamente possono servire, sotto il controllo diretto del comitato direttivo degli ATC. “
Cordiali saluti.
Il Presidente Provinciale
Lorenzo Monesi

Piano faunistico venatorio provinciale illegittimo.

La commissione faunistica venatoria provinciale espropriata delle proprie competenze.

Il Piano faunistico venatorio della Provincia di Rovigo, predisposto dall’assessorato provinciale alle risorse faunistiche, sta per approdare in Consiglio Provinciale per l’approvazione.

Riteniamo che il Piano così come è stato concepito sia da ritenere illegittimo sotto l’aspetto amministrativo, poiché non sottoposto all’esame e al parere della Commissione Faunistica Provinciale nei suoi contenuti .

La Legge Regionale n. 50/1993 che detta le “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” all’articolo 3 intitolato “commissioni per la pianificazione faunistico venatoria”, dispone l’istituzione delle commissioni faunistiche venatorie  regionale e provinciale, prevedendo che la regione e la provincia “per lo svolgimento delle loro funzioni relative ai piani faunistici…” e in particolare al comma 3 “Nell’esercizio delle proprie funzioni ogni provincia si avvale altresì della consulenza della Commissione Faunistica Venatoria Provinciale…”.

Ebbene il contenuto del Piano Faunistico Provinciale non è mai stato sottoposto all’attenzione e all’esame della Commissione Provinciale per l’espletamento delle proprie funzioni istituzionali di consulenza specificatamente prevista dalla legge.

I componenti della Commissione venivano informati, mediante comunicazione verbale da parte dell’Assessore Bellan sulle procedure adottate, inizialmente, e sullo stato di avanzamento del piano poi, senza mostrare ai componenti la commissione nemmeno un documento afferente il piano. Come è possibile verificare dai verbali delle riunioni, gli unici argomenti per i quali era fornita la documentazione e veniva richiesto il parere consultivo alla Commissione, riguardavano lo svolgimento di  gare cinofile nelle zone vincolate del territorio polesano e poco altro, ma mai è stato espresso un parere sui contenuti e documenti del piano.

Nell’ultima riunione del 10 aprile scorso è stata proiettata su uno schermo una visione di insieme della provincia di Rovigo, ad una distanza di 8-10 metri da chi osservava, senza illustrazioni particolareggiate del piano, ma sempre solo come mera informazione e non con richiesta di parere consultivo come eventualmente previsto dalla Legge.

Anzi all’assessore Bellan è stata contestata l’istituzione di oasi di protezione senza che la Commissione ne fosse stata minimamente informata, decisione  contestata dalle Associazioni Venatorie presenti, che hanno proposto soluzioni alternative, fermamente respinte dall’Assessore.

La problematica contestata è pertanto risultata agli osservatori una imposizione politica e non una scelta tecnica. Scelta politica imposta al mondo venatorio non si sa bene per quale motivo, ma, come diceva spesso un noto politico italiano “ a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Si chiede pertanto ai consiglieri Provinciali di considerare le argomentazioni proposte e valutare un rinvio della decisione per garantire la correttezza, la condivisione e la trasparenza delle importanti decisioni che si stanno assumendo, poiché il piano avrà effetti importanti per il mondo venatorio e per il territorio polesano per i prossimi cinque anni.

Cordiali saluti.

Il Presidente Provinciale

Lorenzo Monesi

Scuola di Caccia 2013

Anche per l’anno 2013 la Sezione Provinciale di Rovigo dell’Associazione Cacciatori Veneti, organizza il corso di studi finalizzato alla preparazione degli aspiranti cacciatori a sostenere l’esame di abilitazione all’esercizio venatorio.
L’A. C. V. è stata l’Associazione che con lungimiranza ha saputo cogliere questa esigenza oltre un decennio fa, reputando compito specifico delle associazioni venatorie la preparazione e formazione di nuovi cacciatori, secondo le regole dettate dalla legislazione vigente.
Il corso, giunto alla 13° edizione annuale, oltre ai corsi di recupero estivi, ripetuti ogni anno, inizierà il giorno lunedì 21 gennaio 2013 alle ore 20.45. Il primo ritrovo è stato fissato  a Rovigo in viale porta Adige, presso il bar “da Canazza” di fronte al CENSER. In linea di massima il corso si svolgerà, tutti i lunedì e venerdì di ciascuna settimana fino agli esami dalle ore 21 alle 23.
Naturalmente i relatori avranno cura di assicurare ai neo cacciatori una moderna formazione venatoria che, oltre a garantire le necessarie conoscenze nelle materie d’esame (legislazione venatoria, principi di biologia e zoologia applicata alla caccia, maneggio delle armi e munizioni da caccia, elementi di tutela della natura e salvaguardia delle colture agricole, nonché di pronto soccorso) riserveranno particolare attenzione alla formazione dei candidati rispetto alla gestione ambientale del territorio ai fini venatori indirizzandoli anche verso una moderna etica venatoria. Infatti siamo certi che tale importante aspetto, promuoverà una corretta cultura venatoria nella società moderna e darà un futuro certo alla nostra comune passione.
I dirigenti comunali dell’Associazione sono invitati a dare adeguata pubblicità alla scuola in modo da assicurare un capillare conoscenza del corso a livello comunale e ad indirizzare in maniera corretta gli aspiranti cacciatori presso la sede dell’Associazione Provinciale, ovvero presso la segreteria o la Presidenza ai consueti numeri di telefono.
Cordiali saluti.

Il Presidente Provinciale
Lorenzo Monesi